Comune di San Pellegrino Terme

Le vecchie Terme di San Pellegrino Terme

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Aggiornato il 8 agosto 2014

Le vecchie Terme

Almeno inizialmente le Terme, con le loro acque dai molteplici effetti benefici, costituiscono il leitmotiv attorno al quale si materializza la crescita e la frequentazione della città .
Già note fin dall’Alto Medioevo, menzionate anche da Leonardo da Vinci nella mappa tracciata tra il 1482 e il 1512 durante il suo viaggio in Valle Brembana, le Fonti sono oggetto di ponderate indicazioni terapeutiche già nel 1799, ma, ancora agli inizi dell’800 risultano sconosciute, mentre il borgo brembano viene considerato un villaggio di scarso rilievo. Solo nel 1848 i Palazzolo, allora proprietari della sorgente più importante, edificano il primo stabilimento termale, seguiti dai Salaroli che ne aprono un secondo praticamente contiguo al precedente. Nel 1901 si assiste all’inaugurazione dello Stabilimento dei Bagni e della Sala Bibite.

Affresco Sala Bibite

Il vasto ed accogliente ambiente, dotato di numerosi punti per il prelievo dell’acqua, viene decorato sul soffitto e sulle ampie pareti con affreschi in stile pompeiano, riproducenti figure mitologiche, motivi allegorici ed elementi floreali vari. Accanto alla Sala Bibite sorge l’elegante porticato, impostato su venti ampie arcate, rette da massicce colonne in granito, che mette in comunicazione la stazione termale con il Casinò. Nel corso degli anni la stazione termale è stata rinnovata nei servizi e modernizzata nelle attrezzature nell’intento di adattarsi alle esigenze sempre più specialistiche della medicina termale…

San Pellegrino Terme e le sue acque

L’acqua minerale naturale di San Pellegrino Terme sgorga da tre sorgenti di identica composizione, situate l’una in prossimità dell’altra, alla base della falda meridionale di una rupe di natura dolomitica, costituita essenzialmente da carbonato di calcio e di magnesio, che s’innalza per circa 600 metri sino al poggio Belvedere. La sorgente più elevata e più abbondante è la “Palazzolo”; le altre due sono denominate “Salaroli” e “Fonte Vecchia”.

L’acqua scaturisce da strati profondi della crosta terrestre, al riparo da infiltrazione di acque superficiali come dimostra la costanza della temperatura (26° sia d’estate che d’inverno) e della composizione chimica, tanto nei periodi di piogge prolungate quanto nei periodi di siccità. L’ampia zona di protezione sanitaria intorno alle rocce da cui sgorgano le sorgenti garantisce l’assoluta purezza batteriologica dell’acqua.

Analisi chimiche dell’acqua di SanPellegrino Terme furono eseguite da Maironi (1782), da Brugnatelli (1793), da Ferrario (1939), da Canada (1882), da Bertoni (1896), da Tivoli (1899), da Mezzoni (1905), da Monti (1909), da Olivari (1923), da Nasini (1926) e da altri ancora nel tempo e portarono a classificare le acque tra quelle solfato-bicarbonato-alcalino terrose. La loro temperatura alla sorgente è poco superiore a 26°. La loro azione terapeutica si indirizza alle malattie dello stomaco e dell’intestino, del fegato e delle vie biliari. È consigliata nelle disfunzioni del ricambio, nelle malattie dei reni e delle vie urinarie ed in particolare nei casi di calcolosi renale, anche come trattamento post-operatorio.

Nel 1992 il Ministero della Sanità riconosce le proprietà terapeutiche, da utilizzarsi per le cure termali, della sorgente “Vita”. L’acqua ricca di sali minerali, è tuttora utilizzata presso il Centro Cura ed erogata con metodiche di fango, bagno, inalazioni, idromassaggio, irrigazioni vaginali e ginnastica vascolare.

Presso le terme operava il centro di diagnosi e cura delle sordità rinogena che attraverso visite specialistiche, esami impedenzometrici ed audiometrici era in grado di ammettere pazienti alla terapia insufflatoria (insuflazioni endotimpaniche e polotzer crenoterapico) nonchè di valutarne i risultati in tempo reale. Centri di fisiopatologia respiratoria e motoria, completi delle più moderne attrezzature diagnostiche e terapeutiche (laserterapia, elettroterapia, magnetoterapia, ultrasuonoterapia, marconiterapia, camerini per massaggio e chinesiterapia, palestra, ecc.) sotto la guida di personale medico e paramedico altamente qualificato, permettevano l’attuazione di iter riabilitativi completi ed efficaci.

Ogni reparto svolgeva le proprie attività con specialisti di settore al fine di conseguire risultati ottimali in ogni ambito terapeutico. Tutte le terapie e le attività scientifiche delle Terme di San Pellegrino erano indirizzate e dirette da Comitati scientifici composti da clinici di varie Università che ne garantiscono il rigore scientifico e l’efficacia.

Per rendere ancora più piacevole il soggiorno ai curanti, le Terme mettevano a disposizione un parco termale con musica da ballo, bar e locali di ritrovo per manifestazioni scientifiche, culturali e di intrattenimento.


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